Il calazio - patologia delle ghiandole del Meibomio
Cos'è il calazio?
Il calazio è un nodulo benigno che si forma sulle palpebre come conseguenza dell'ostruzione del dotto delle ghiandole del Meibomio, delle ghiandole sudoripare modificate che producono una componente oleosa normalmente distribuita sulla superficie dell'occhio.
L'accumulo di secrezioni all'interno della ghiandola crea infiammazione, con la conseguente reazione granulomatosa, ovvero una serie di processi che portano alla formazione di una cicatrice attorno al processo infiammatorio iniziale.
- fase iniziale - il calazio è un nodulo rilevato, talvolta dolente o dolorabile, che può associarsi a gonfiore palpebrale più o meno esteso. Nei casi peggiori il paziente fatica ad aprire la palpebra, appaiono secrezioni.
- fase suppurativa - dopo la fase acuta il calazio può suppurare, liberando cioè spontaneamente il pus contenuto all'interno e tende a sgonfiarsi piuttosto rapidamente.
- fase granulomatosa - se il materiale purulento non è liberato del tutto il calazio fatica a guarire e può permanere una protuberanza, palpabile ed esteticamente fastidiosa (lipogranuloma). Qualche paziente lamenta ne avverte la presenza con sensazione di corpo estraneo.
Cosa comporta il calazio?
Spesso il calazio tende a guarire spontaneamente e, in fase iniziale, una terapia topica ben calibrata accelera e favorisce la corretta guarigione. Se la terapia non è prontamente e correttamente somministrata il calazio può cronicizzare riemergendo in fase acuta ciclicamente. In alternativa può organizzarsi una reazione granulomatosa che porta alla formazione di un nodulo cicatriziale più o meno palpabile e visibile, in base alle dimensioni e alla localizzazione.
In casi eccezionali, calazi più grandi possono effettivamente esercitare una pressione sulla superficie anteriore dell'occhio andando a modificarne la curvatura e palesarsi con una riduzione visiva.
Come si cura il calazio?
In fase acuta una terapia locale antibiotica ed antinfiammatoria è utile a favorire la guarigione e a ridurre la possibilità che si formi una cicatrice evidente.
Talvolta, anche con una corretta terapia, il calazio può non risolversi del tutto e nelle settimane o nei mesi successivi permane un nodulo palpabile e/o visibile. In questi casi le possibilità sono due:
- terapia infiltrativa - taluni iniezioni antinfiammatorie ripetute, intra o perilesionali, possono ridurre la formazione cicatriziale fino a farla scomparire del tutto
- terapia chirurgica - l'asportazione del calazio per via chirurgica è una soluzione definitiva che può essere considerata qualora il calazio sia particolarmente fastidioso ed è richiesta una rapida risoluzione
In foto è mostrato l'intervento di asportazione di calazio della palpebra superiore, ab-interno, eseguito presso lo Studio Oculistico Agresta. Il calazio è rimosso mediante un'incisione interna - sulla congiuntiva - evitando cicatrici visibili e accelerando il decorso post-operatorio.
Si può prevenire il calazio?
Spesso il calazio insorge nel contesto di una blefarite cronica. Si tratta di una affezione delle palpebre caratterizzata da un'infiammazione del bordo palpebrale associata a:
- fattori locali - infezione o irritazione del bordo palpebrale (es. acne, rosacea, ecc.)
- fattori generali - diabete e altre malattie metaboliche
- scarsa igiene degli occhi - contatti ripetuti palpebra-dito, tipico degli anziani
E' possibile riscontrare la presenza di squame untuose bianco/giallastre - simili a forfora, piccole croste o, nelle forme più gravi, vere e proprie ulcere. Tali fattori facilitano l'ostruzione dello sbocco delle ghiandole del Meibomio predispondendo alla formazione del calazio. Un'opportuna igiene palpebrale e la correzione dei fattori causali sono fondamentali al fine di ridurre la possibilità di insorgenza e le recidive.
Talvolta una dieta ricca di grassi, associata ad un alterato riassorbimento intestinale dei grassi stessi, può favorire un dismetabolismo responsabile della ripetuta formazione di calazi. In questi casi è opportuna la somministrazione di lactobacilli, in grado di influenzare la flora intestinale e favorire una migliore digestione, e modificare la dieta favorendo l'assunzione di fibre e carboidrati.
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